07 ottobre 2011: perchè espulsi dalla CONSAP i "fratelli camicia"...

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Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Ai due espulsi dalla Consap piace fare le vittime e piangersi addosso, eppure sanno bene cosa hanno fatto e perché sono stati sanzionati. Le mani sporche di cioccolata era un modo elegante e simpatico per far comprendere a tutti cosa avessero fatto i famigerati “fratelli camicia”.

Nessuno voleva, infatti, fare riferimento ai rimborsi mensili accreditati a R.F.P sul suo conto personale, né agli assegni bancari di G.I., né tantomeno ai rimborsi mensili di euro 400,00 accreditati sul conto corrente del grande vecchio per le sue prestazioni part-time presso la Segreteria Provinciale. Non pensavano neppure di fare riferimento ai richiesti e concessi contributi per la partita del cuore, il corso formazione, le spese di rappresentanza, le spese di tesseramento coperte con assegni bancari di importi 380,00 R.F.P., 280.00 G.I., 280,00 R.F.P ecc. ecc. tutti regolarmente corrisposti dal commercialista unanimemente incaricato dalla Segreteria Provinciale e “sicuramente” equamente divisi con tutti quei bravi segretari locati dislocati sul territorio.

Quando parlavamo di “mani sporche di cioccolata” ci riferivamo a quei fatti che avevano portato allo loro espulsione dal sindacato. Ci riferivamo, in particolare, alla circostanza di quando i due erano stati pizzicati tempo addietro (quindi molto prima dell’espulsione) all’interno della nostra sede in Questura in compagnia dei vertici di quel sindacato che li ha recentemente folgorati.

Nessuno può dire con certezza cosa avessero detto e fatto. Stante il loro grande spessore culturale e politico potrebbero aver parlato tranquillamente dei massimi sistemi o della crisi economica che investe il pianeta e dei rimedi per scongiurarla. Solo i maligni possono aver pensato che in quella circostanza possano aver parlato di cose più terrene e materiali idonee a convincerli sull’opportunità del salto della barricata.

Resta il fatto che da alcuni documenti cartacei in nostro possesso, trovati occasionalmente nella cassetta della posta, risulta inconfutabilmente che colui che aveva in uso l’email f.p.rus..@consaproma.com avrebbe richiesto a tale pa…o_ F….o di disdettare dalla Consap ed iscrivere al sap i seguenti dieci nominativi 1)Alt…i 2)Stef.nia, 3) Ca….i,….Ma…no….10) Pez…ti Fa..o oppure inviava i moduli di disdetta alla consap e adesione al sap a tale “Cris…no Ro..o quando ancora ricopriva importanti incarichi nella nostra organizzazione.

Questi sono i riscontri precisi e circostanziati che hanno indotto il Collegio Nazionale dei Probiviri ad adottare il provvedimento di espulsione dalla Consap. L’espulsione, a norma del nostro statuto, serve a censurare un comportamento scorretto ed infame di chi tradisce la fiducia dei dirigenti e degli iscritti alla Consap.

Un comportamento veramente squallido per chi ha goduto dell’incondizionata fiducia dei vertici della nostra organizzazione



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