

Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Ai due espulsi dalla Consap piace fare le
vittime e piangersi addosso, eppure sanno bene
cosa hanno fatto e perché sono stati sanzionati.
Le mani sporche di cioccolata era un modo
elegante e simpatico per far comprendere a tutti
cosa avessero fatto i famigerati “fratelli
camicia”.
Nessuno voleva, infatti, fare riferimento ai
rimborsi mensili accreditati a R.F.P sul suo
conto personale, né agli assegni bancari di G.I.,
né tantomeno ai rimborsi mensili di euro 400,00
accreditati sul conto corrente del grande
vecchio per le sue prestazioni part-time presso
la Segreteria Provinciale. Non pensavano neppure
di fare riferimento ai richiesti e concessi
contributi per la partita del cuore, il corso
formazione, le spese di rappresentanza, le spese
di tesseramento coperte con assegni bancari di
importi 380,00 R.F.P., 280.00 G.I., 280,00 R.F.P
ecc. ecc. tutti regolarmente corrisposti dal
commercialista unanimemente incaricato dalla
Segreteria Provinciale e “sicuramente” equamente
divisi con tutti quei bravi segretari locati
dislocati sul territorio.
Quando parlavamo di “mani sporche di cioccolata”
ci riferivamo a quei fatti che avevano portato
allo loro espulsione dal sindacato. Ci
riferivamo, in particolare, alla circostanza di
quando i due erano stati pizzicati tempo
addietro (quindi molto prima dell’espulsione)
all’interno della nostra sede in Questura in
compagnia dei vertici di quel sindacato che li
ha recentemente folgorati.
Nessuno può dire con certezza cosa avessero
detto e fatto. Stante il loro grande spessore
culturale e politico potrebbero aver parlato
tranquillamente dei massimi sistemi o della
crisi economica che investe il pianeta e dei
rimedi per scongiurarla. Solo i maligni possono
aver pensato che in quella circostanza possano
aver parlato di cose più terrene e materiali
idonee a convincerli sull’opportunità del salto
della barricata.
Resta il fatto che da alcuni documenti cartacei
in nostro possesso, trovati occasionalmente
nella cassetta della posta, risulta
inconfutabilmente che colui che aveva in uso l’email
f.p.rus..@consaproma.com avrebbe richiesto a
tale pa…o_ F….o di disdettare dalla Consap ed
iscrivere al sap i seguenti dieci nominativi
1)Alt…i 2)Stef.nia, 3) Ca….i,….Ma…no….10) Pez…ti
Fa..o oppure inviava i moduli di disdetta alla
consap e adesione al sap a tale “Cris…no Ro..o
quando ancora ricopriva importanti incarichi
nella nostra organizzazione.
Questi sono i riscontri precisi e circostanziati
che hanno indotto il Collegio Nazionale dei
Probiviri ad adottare il provvedimento di
espulsione dalla Consap. L’espulsione, a norma
del nostro statuto, serve a censurare un
comportamento scorretto ed infame di chi
tradisce la fiducia dei dirigenti e degli
iscritti alla Consap.
Un comportamento veramente squallido per chi ha
goduto dell’incondizionata fiducia dei vertici
della nostra organizzazione
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