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Sul fronte della previdenza tutti lasceranno il lavoro piu tardi; le pensioni, tranne quelle fino a tre volte il minimo, subiranno un taglio dell'adeguamento al costo della vita; e sui trattamenti superiori a 90 mila euro l'anno scatterà un prelievo straordinario. Resteranno più a lungo al lavoro anche coloro che, dal prossimo gennaio, raggiungeranno 40 anni di contributi. Il governo, inoltre, ha prorogato di un ulteriore anno il blocco del trattamento economico dei poliziotti. Solo in sede di conversione è stata evitata l’ennesima beffa per i poliziotti con l’introduzione della c.d. tassa sulla malattia. Con un opportuno emendamento, fortemente sollecitato dalla Consap, è stata aggiunta la formula magica “fatti salvi i contenuti del comma 1-bis del medesimo articolo”, escludendo in tal modo i poliziotti da qualunque trattenuta in caso di malattia, comunque occorsa. Una vera e propria macelleria sociale a danno dei cittadini, salvaguardando ancora una volta la casta. Il tanto sbandierato taglio alle indennità dei parlamentari si è dissolto come neve al sole. I “nostri” parlamentari hanno preferito equipararsi ai sei paesi più ricchi dell'Unione europea. I rimborsi elettorali saranno ridotti solo dalla prossima legislatura, le auto blu saranno ridimensionate solo dal 2012, i vitalizi sono stati salvati in extremis, i finanziamenti ai partiti appena sforbiciati. Doveva essere il fiore all'occhiello della manovra lacrime e sangue. Il buon esempio all'insegna dell'austerity dato dalla politica. E invece si è rilevato il solito bluff. Il danno vero lo subiscono sole le categorie più deboli come la nostra che dovranno sopportare il blocco contrattuale dei trattamenti economici per un ulteriore anno e il mancato rifinanziamento del riordino delle carriere.
In considerazione del fatto che la categoria
delle forze di Polizia è tra le più colpite
dalla manovra, la Consap torna a richiedere con
forza il diritto di sciopero e preannuncia una
stagione di forte mobilitazione.
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